Il romanzo “Orgoglio e pregiudizio” di Jane Austen, pubblicato nel 1813, a distanza di ben due secoli fa ancora sognare molte donne, ma non si tratta solo di una storia d’amore: è un ritratto brillante e dettagliato della società ottocentesca.

di Anna Rita Rossi

Non so voi ma io ho amato in modo particolare la giovane Elizabeth Bennet, protagonista del romanzo della Austen, per le sue indubbie qualità, ma soprattutto per la sua indomabile natura, per la sua capacità di tenere fede ai suoi principi, nonostante gli usi e i costumi della sua epoca e il rigido classismo che la contraddistingueva.

“Lizzy”, come viene affettuosamente chiamata in famiglia, è la seconda delle cinque figlie della famiglia Bennet; è una ragazza giovane – non ha ancora compiuto 21 anni – ed è dotata di una rara sensibilità, al contempo, ha un carattere deciso, unito a una spiccata personalità e a una vivace intelligenza. Le sue affermazioni e soprattutto il suo modo di agire denotano la sua forza d’animo e le sue convinzioni che la spingono a ribellarsi e a lottare con tutte le sue energie contro consuetudini assurde che non tengono conto dei desideri individuali, specie quelli di una giovane donna.

Le forti emozioni che guidano Elizabeth, a volte, la portano a giudicare erroneamente le persone, come nel caso di Wickham e Mr. Darcy, ma la sua razionalità la aiuta a tornare sui suoi passi e a rivedere i suoi giudizi e le sue opinioni.

Dotata di un forte senso morale, Elizabeth è un mix di femminilità e ribellione, di sensibilità e dolcezza; una mescolanza armoniosa cui si aggiunge un pizzico di ironia pungente, ereditata dal padre che la adora e la considera la preferita tra le sue figlie, quella con cui ha gli scambi intellettuali più interessanti e stimolanti.

Perché Lizzy, pur appartenendo a un mondo e a un tempo lontani, piace ancora così tanto?
È semplice, perché nei pensieri e nelle azioni è una donna moderna che lotta per poter esercitare liberamente il suo diritto di amare e di essere se stessa, in un mondo, dove i desideri individuali, specie quelli delle donne, passavano in secondo piano a causa delle convezioni sociali ed economiche.

Elizabeth piace perché è una sovversiva, perché anche oggi avrebbe moltissimo da dire, riguardo a battaglie diverse, eppure simili, che tuttora sono combattute: la parità tra i generi; la difficile scelta tra maternità e carriera; il ruolo della donna nella società; la bellezza a tutti i costi.

Per riassumere il pensiero di Lizzy bastano poche parole, le sue: “Solo il vero amore potrà condurmi al matrimonio, ragion per cui morirò zitella!”. Uno slogan rivoluzionario se pensiamo all’epoca in cui fu pronunciato, quando l’amore era un lusso che potevano permettersi in poche. Un’affermazione semplice, ma che ancora affascina e fa riflettere

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