Un angolo di natura da approcciare con competenza e preparazione nel rispetto degli animali e delle piante ospiti

Di Alberto Piastrellini

Nella ricerca, spesso dettata da ridicole mode che a distanza di tempo spingono verso questa o quella razza di cane o di gatto nella scelta per il proprio animale domestico che, in molti casi, purtroppo, sfocia in una manifestazione di status symbol piuttosto che nella semplice esigenza di affezione e compagnia, da qualche decennio, complice la riduzione dei costi di acquisto, si è sempre più affermato il piacere verso l’acquario e l’acquariologia.

L’acquario, tanto quello marino (molto impegnativo), quanto quello di acqua dolce (mediamente impegnativo e comunque più abbordabile per i neofiti), ha l’indiscutibile appeal di portare in casa non solo qualche animale da osservare (l’interazione, in questi casi è oggettivamente limitata), ma, nella sua forma più corretta, tutto un piccolo ambiente naturale funzionale al benessere dell’animale stesso e delle diverse specie coinvolte.

Acquariofili appassionati e studiosi dilettanti, si divertono, in questo senso, a ricreare nel piccolo habitat specifici che ricalcano le caratteristiche di singoli laghi o fiumi con tutta la relativa ricchezza delle specie coinvolte.

L’acquario consente, quindi, un’osservazione privilegiata di fenomeni naturali e dei comportamenti animali normalmente “nascosti” alla vista dei più se si esclude la pratica della subacquea ricreativa e della ricerca specifica.

Acquario:foto coppia Scalari

Ma non solo, osservare un acquario è sempre un’esperienza stimolante e allo stesso tempo rilassante: forme e colori di pesci ed invertebrati stuzzicano la fantasia e la curiosità mentre il movimento degli animali nell’acqua induce un senso quasi ipnotico di pace e di relax.

Non a caso, già da tempo studi di medici, dentisti, psicologi e psicoterapeuti, ospitano acquari nelle sale d’attesa ove i pazienti possono decomprimere le loro ansie. Il senso della vista, poi, non è l’unico ad esserne stimolato perché, anche in un semplice acquario domestico la pompa del filtro provoca un caratteristico gorgoglìo che porta in casa la voce dell’acqua.

Senza contare che, già solo per questo motivi, l’acquario si presta ad essere un punto focale nell’arredamento di una stanza, una presenza dominante in qualsiasi scelta di allestimento degli spazi abitativi, capace di attrarre l’attenzione degli ospiti tanto quanto un pezzo di antiquariato o di ricercato design contemporaneo.

Un mood, questo, che ha spinto molti produttori a immettere nel mercato vasche dalle forme e dai profili insoliti che purtroppo rispondono più alle esigenze estetiche degli acquirenti che a quelle degli organismi viventi che vi verranno ospitati.

Proprio su questi ultimi e sulle loro necessità bisognerebbe riflettere con cognizione di causa prima di imbarcarsi nell’avventura di acquistare un acquario.

Il basso costo di acquisto di certe specie (ma ve ne sono alcune decisamente più onerose per le quali le attenzioni sono decisamente maggiori) non deve farci dimenticare che ci si approccia ad esseri viventi e non semplici guizzi colorati che sfrecciano qua e là continuamente sacrificabili sull’altare del capriccio e della noncuranza.

Ogni specie di pesce ha le sue caratteristiche esigenze in termini di habitat: temperatura, durezza, salinità e tutte le altre caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua; ciclo luce/buio, e presenza di piante specifiche o di altri organismi, senza contare lo spazio a disposizione per ogni singolo individuo, del quale, peraltro, va sempre valutata l’alimentazione e il comportamento

Sovrappopolare un acquario solo per esigenze estetiche significa condannare gli animali ad uno stress continuo che ne minerà la salute complessiva rendendoli più vulnerabili a patologie ed infezioni, senza contare il naturale aumento dell’aggressività anche in specie normalmente tranquille e la possibilità di alterare in breve l’equilibrio chimico dell’acqua, cosa che comprometterebbe in tempi rapidissimi la sopravvivenza dell’acquario stesso.

E se in rete si vedono foto meravigliosamente invitanti di acquari scenografici ricchi di vita e di piante rigogliose come foreste incantate, attenzione! Per arrivare a quei livelli occorrono lunga esperienza, conoscenze specifiche, estrema consapevolezza delle scelte, nonché tanto tempo e tanta tecnologia a disposizione affiancata da una buona dose di maniacalità che sfocia nell’arte.

Dunque, l’acquario è cosa per pochi?
Certamente no, però bisognerebbe sempre approcciarsi alla pratica acquariofila con lo stesso rispetto e la stessa cura che si dedicano ad altri animali di affezione a noi più vicini evolutivamente parlando; tenendo presente altresì che mentre molti piccoli pesci di acqua dolce sono frutto di allevamento i magnifici esemplari di barriera corallina possono essere frutto di catture in loco che vanno a depauperare un ambiente fragile già minacciato da inquinamento, variazioni climatiche, pratiche di pesca estrema e altre attività umane.

Perdersi fra gli anfratti di rocce e tronchetti contorti in un tripudio di verde dalle mille tonalità dove guizzano minuscole forme di vita non è meno affascinante che ricreare forzosamente in salotto un angolo di reef con tutto quel che ne consegue in termini di costo di mantenimento, spazio e acquisto del materiale.

L’importante è tener sempre presente che si avrà a che fare con esseri viventi, che meritano tutto il rispetto (e perché no), l’affetto di chi ha deciso, responsabilmente, di prendersi cura di loro.

Acquario: foto invertrebati

Con questo approccio, anche un piccolo acquario da una cinquantina di litri, può dare grandi soddisfazioni ad adulti grandi e piccini (appositamente guidati ed educati) e dare una vita dignitosa ad animali nati e cresciuti in cattività.

È sempre molto bello poter portare un angolo di natura in casa e proprio il piacere che questo ci dà non dovrebbe mai farci dimenticare il rispetto che dobbiamo a tutti gli altri coinquilini del pianeta: oggi più che mai.  

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