La cosmesi spagnola: essere belle a qualunque costo

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I cosmetici non sono certo invenzione dei nostri tempi ma hanno una storia lunga secoli.

In Spagna nel XVII secolo era addirittura una specie di rito tanto da avvenire in una stanza apposta chiamata tocador, nome che però era usato anche per i cofanetti dove venivano conservati lussuosi ornamenti femminili.

Davanti allo specchio i cosmetici erano conservati in diversi recipienti disposti su un tavolo apparecchiato e ricoperto da una coperta o da un tappeto.

La bellezza per quell’epoca richiedeva la pella chiara e i capelli biondi per questo sbiancare il viso era una pratica parecchio diffusa.

Per tale procedura si usava un cosmetico creato da preparati contenenti mercurio mentre per schiarire i capelli si usavano soluzioni a base di candeggina più o meno diluita.

Tuttavia all’epoca il must era il fard chiamato il colore di Granada ed era venduto dentro fogli di carta e conservato in piccole coppette.

Per quanto riguarda le sopracciglia queste venivano tinte usando alcool e con una pietra minerale nera, mentre per le labbra si usava un rossetto.

Oltre ai componenti naturali tra i vari ingredienti venivano usati anche minerali tra cui lo zolfo che era il più diffuso.

Alcuni di questi certamente erano nocivi come ad esempio il piombo che era usato per il bianco del viso o lo zolfo ed il mercurio per il rosa del viso.

La tossicità di alcuni materiali poteva comportare mal di testa, danni alla pelle e alla vista.

Benedetta Giovannetti

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