Radici e fasi della lingua egizia

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L’antica lingua egizia, affonda le sue radici nel continente africano, ed è un ramo della grande famiglia linguistica afroasiatica, a questa vasta famiglia appartiene anche l’arabo, oggi lingua parlata in Egitto con cui l’egiziano presenta alcune affinità.

L’egiziano attualmente non è una lingua parlata fuori dall’uso liturgico se consideriamo il copto come la fase più tarda di questa lingua oggi in uso nelle chiese copte.

L’egiziano arcaico è la prima fase attestata dalla più antica documentazione come documentato dalla tavoletta di Narmeer e che coincide con gli inizi della storia d’Egitto.

L’egiziano antico fu la lingua in uso durante le dinastie dalla III alla VIII.

L’egiziano medio si colloca dalla dinastia IX alla XVII e questa fase nasce con i mutamenti politico sociali del primo periodo intermedio quando il potere centrale era caduto e l’Egitto era lacerato da conflitti militari tra due fazioni.

Il suo carattere normativo accademico e colto fece sì che fosse considerato nell’antichità come l’egiziano classico.

L’egiziano recente si sviluppò dalla dinastia XVIII fino alla XXV e fu usato soprattutto in documenti commerciali e lettere.

Il domotico nacque durante la dinastia XXVI nell’età tarda della storia di Egitto e rimase in uso fino all’epoca tardo romana e bizantina.

Il copto è la forma più tarda dell’egiziano attestato verso la fine del I secolo dopo Cristo e progressivamente divenne la lingua veicolare del cristianesimo in Egitto e a sua volta a partire dal VII secolo d.C. cominciò ad essere soppiantato dall’arabo.

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