Nel World Bee Day si celebra l’importanza di un patrimonio biologico da salvaguardare per la tutela della biodiversità e della vita sul pianeta.

di Carmela Marinucci

Vi è mai capitato di imbattervi nello slogan: “Adotta un’arnia”?
Non pensavo fosse vero, ebbene tutto ciò è possibile. 

È un’iniziativa nata da parte di diversi produttori di miele che in questi ultimi anni hanno registrato un calo della produzione e una preoccupante morìa degli insetti a causa dell’utilizzo indiscriminato di sostanze chimiche in agricoltura, dei mutamenti climatici e dell’inquinamento di aria, acqua e suoli.

Il tutto in un contesto sociale che ancora fatica a riconoscere l’importanza che gli insetti impollinatori in generale e, le api, in particolare, rivestono per l’equilibrio e la sopravvivenza della vita sul nostro pianeta; anche la nostra!

Adotta un’arnia” è dedicato a privati cittadini che intendono, tramite una semplice donazione, “adottare” una comunità di api per la durata di un anno con la possibilità di monitorare (anche da casa) la crescita dell’alveare scelto o, se possibile, decidere di curare la comunità di insetti nel proprio giardino.

Al termine della stagione produttiva l’adottante riceve una quota del miele prodotto dall’arnia adottata.

Le api non producono solo il miele, alimento importante per il nostro organismo quale fonte di energia, ma anche propoli, pappa reale, cera e veleno d’api, quest’ultimo meno conosciuto ma utilizzato in farmacia e medicina (a tutt’oggi ancora studiato scientificamente per scoprirne ulteriori benefici terapeutici).

Il miele: prezioso alleato della Natura
Fin dall’antichità ha rappresentato, l’unico alimento zuccherino e l’unico dolcificante.
Consacrato a Giove per gli antichi Greci (che ritenevano le api messaggere degli dei), il miele è più volte citato positivamente nell’Antico Testamento.

Tra gli Egizi era molto apprezzato, non a caso accanto alle mummie venivano deposti vasi pieni di questo alimento da consumarsi durante il viaggio verso l’Aldilà.

I Sumeri lo impiegavano per la preparazione di creme, i Babilonesi in cucina, mentre i Romani lo utilizzavano come dolcificante.

Nei ricettari del Medioevo e dei secoli successivi rientra nella preparazione di dolci e paste e solo in tempi relativamente recenti è stato sostituito dallo zucchero raffinato (proveniente dalle barbabietole o dalla canna da zucchero) come edulcorante.

Le api e gli altri animali pronubi
Le api insieme ad altri insetti come le farfalle e in ottima compagnia con diversi vertebrati (pipistrelli e uccelli) sono responsabili di circa il 70% della impollinazione, oltre al vento e all’acqua, garantendo così la riproduzione delle piante e assumendo nell’ecosistema un ruolo dal valore inestimabile.

In questi ultimi anni la loro attività di impollinatori è stata messa in crisi oltre che dal riscaldamento globale e dai i mutevoli cambiamenti climatici, anche dall’uso di pesticidi.

Proprio per questo l’ONU ha proclamato il 20 maggio “Giornata Mondiale delle Api”, l’evento nato nel 2018 a seguito dell’iniziativa proposta dal governo della Repubblica di Slovenia (nata nel 2014 da parte di un’associazione apicoltori), vuole sensibilizzare gli abitanti del pianeta sull’importanza del lavoro svolto da questi insetti.

Anche il nostro Gian Marco Centinaio, Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, sul suo profilo Twitter ha scritto “Le api sono un bene comune, svolgono un ruolo fondamentale a favore di ambienti rurali ed urbani, ed è quindi nostro compito preservarle. Per questo nella Legge di Bilancio abbiamo introdotto misure per rafforzare l’apicoltura in Italia”.

Cosa aspettiamo, salvaguardiamo la vita di questi laboriosi insetti, “adottiamo un’arnia”.

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