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Entrare in un bagno italiano e trovare un bidet accanto al water è un fatto talmente normale da sembrare scontato. Eppure questo sanitario, considerato indispensabile nella maggior parte delle case italiane, è quasi assente in molti Paesi del mondo.
Un’invenzione nata in Francia
Dietro questo semplice elemento dell’arredo bagno si nasconde una storia lunga oltre tre secoli, fatta di mode aristocratiche, rivoluzioni igieniche e differenze culturali.
Il bidet nacque in Francia all’inizio del XVIII secolo. Non si conosce con certezza il nome del suo inventore, ma la prima testimonianza documentata risale intorno al 1710, quando l’ebanista Christophe Des Rosiers ne realizzò un esemplare destinato alla famiglia reale francese. La parola francese bidet significa “piccolo cavallo” e richiama la posizione assunta durante l’utilizzo. Nel corso dell’Ottocento, con la diffusione dell’acqua corrente, il bidet entrò stabilmente nei bagni domestici francesi.
Alla fine del Settecento, Maria Carolina d’Asburgo – Lorena fece installare un bidet nella Reggia di Caserta. Dopo la Seconda guerra mondiale, il sanitario iniziò a diffondersi nelle abitazioni italiane. Con il Decreto Ministeriale del 5 luglio 1975 l’Italia ha stabilito che almeno un bagno delle nuove abitazioni debba essere dotato di lavabo, vaso, bidet e vasca o doccia.
Il bidet in Europa e nel mondo
Il bidet è molto diffuso in Italia e Portogallo, tradizionalmente presente in Spagna, mentre è ormai raro in Francia. Nei Paesi anglosassoni è poco comune, mentre in Giappone predominano i moderni WC elettronici con funzione di lavaggio integrata.
In molti Paesi del Medio Oriente e del Sud-est asiatico è invece utilizzata una doccetta igienica accanto al WC.
In Francia la popolarità del bidet è crollata drasticamente nel XX secolo. Oggi si stima che meno del 40% delle case francesi ne conservi uno, e nelle nuove costruzioni è davvero scomparso. Come mai? Ci sono diverse cause, tra cui la crisi dello spazio urbano e l’ascesa della doccia quotidiana.
Nel secondo dopoguerra, l’urbanizzazione delle città francesi ha ristretto le metrature degli appartamenti, specialmente a Parigi. Dovendo scegliere cosa inserire in bagni minuscoli, i francesi hanno sacrificato il bidet per fare spazio a lavatrici o docce più grandi.
Con la diffusione dell’acqua corrente calda e della doccia quotidiana dagli anni ’70, il bidet è stato percepito come un duplicato superfluo per l’igiene quotidiana.
Se in Francia il bidet è quasi scomparso del tutto, nel Regno Unito non è mai arrivato sul serio. I motivi sono certamente più culturali e legati a una forte differenza storica nei confronti dei cugini d’Oltralpe.
Nell’Ottocento, l’Inghilterra vittoriana era pervasa da un forte puritanesimo. Il bidet, strettamente legato all’igiene intima, alla contraccezione rudimentale dell’epoca e spesso associato alle camere delle cortigiane o ai bordelli francesi, fu etichettato come uno strumento peccaminoso e indegno della moralità britannica. Quando l’idraulica moderna si è consolidata tra il XIX e il XX secolo, i paesi anglosassoni hanno preferito investire massicciamente sulla commercializzazione della carta igienica, promuovendola come l’unico standard d’igiene necessario e moderno. Durante la Seconda Guerra mondiale, i soldati britannici e americani incontravano i bidet esclusivamente nei bordelli francesi durante le licenze. Questo ha rinsaldato nell’immaginario collettivo l’idea che il bidet fosse un oggetto associato unicamente alla prostituzione e al malaffare, bloccandone l’adozione nelle case di famiglia.

La situazione oggi
Oggi la mappa europea del bidet vede una spaccatura netta: l’Europa meridionale (con l’Italia in testa, dove per legge dal 1975 è obbligatorio avere un bidet in casa seguita da Portogallo, Spagna e Grecia) lo considera indispensabile.
Al contrario, nel Regno Unito e in Francia si preferisce affidarsi alla doccia quotidiana, o al massimo, negli ultimi anni si sta assistendo a una timida comparsa di doccini igienici (idroscopici) accanto al WC o di sedili tecnologici ispirati ai washlet giapponesi, che evitano di occupare lo spazio di un secondo sanitario.In conclusione, per gli italiani il bidet è un simbolo d’igiene quotidiana e di cura della persona, tanto da essere considerato uno degli elementi distintivi della casa italiana, per altre nazioni è preferibile la doccia quotidiana.
Rosa Maria Garofalo







