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Nel Settecento, Venezia non dettava solo mode artistiche e musicali: era anche una capitale europea dell’eleganza femminile. Tra i suoi segni distintivi più celebri spicca il biondo veneziano, una tonalità calda, luminosa, quasi ramata, che divenne simbolo di bellezza, sensualità e raffinatezza. Non si trattava di un colore naturale per tutte, ma di una conquista estetica ottenuta con pazienza, ritualità e una buona dose di sacrificio.
Un biondo “costruito”, un ideale di bellezza
Le donne veneziane del Settecento dedicavano molte ore alla cura dei capelli.
Il biondo desiderato si otteneva attraverso miscele schiarenti a base d’ingredienti naturali: camomilla, rabarbaro, zafferano, limone, talvolta urina fermentata o sostanze alcaline. I capelli, opportunamente pettinati e distribuiti, erano esposti al sole per lungo tempo.
A questo scopo si utilizzava un curioso accessorio: il solana, un ampio cappello senza la parte superiore, che proteggeva il viso e il collo lasciando scoperti solo i capelli.
Le donne si sedevano su terrazze, balconi o barche ferme nei canali, trasformando la schiaritura in un vero rito sociale e visivo.
Il biondo veneziano non era un semplice colore, ma un ideale estetico. Richiamava la luce dell’oro, il sole riflesso sull’acqua della laguna, la pittura tonale dei grandi maestri veneti. Era associato a giovinezza, seduzione e nobiltà d’animo.
Non a caso, questo tipo di biondo affonda le sue radici già nel Rinascimento, nei dipinti di Tiziano, Veronese e Tintoretto, ma nel Settecento assume una valenza ancora più mondana e sensuale, perfettamente in linea con lo spirito libertino dell’epoca.
Nel famoso dipinto del Tintoretto Susanna e i vecchioni del 1555 -1556, si può ammirare la tonalità di biondo veneziano e la sofistica acconciatura della donna raffigurata.
Elementi che rimarranno nella moda e nell’estetica delle donne veneziane per diversi secoli. Il quadro di Jacopo Tintoretto si trova al Kunsthistorisches Museum di Vienna.

Capelli, status e seduzione
A Venezia i capelli erano una vera dichiarazione sociale.
Le donne li portavano elaboratamente acconciati, spesso arricchiti da nastri, perle e piccoli gioielli.
Il biondo, difficile da ottenere e da mantenere, indicava tempo libero, ricchezza e accesso a cosmetici raffinati.
Anche le cortigiane, figure centrali nella vita culturale veneziana, fecero del biondo un tratto distintivo: non solo di bellezza ma potere di attrazione e identità pubblica.
Un mito che dura nel tempo
Ancora oggi parliamo di biondo veneziano come di una tonalità unica, raffinata, mai aggressiva. È uno di quei rari esempi in cui una moda del passato ha superato i secoli, trasformandosi in mito culturale.
Quel biondo non era soltanto un colore di capelli: era luce, pazienza, arte della trasformazione. Proprio come Venezia stessa.
Rosa Maria Garofalo






